di Melania Cabras e Maria Grazia Rubanu

Domande frequenti

faqChe differenza c’è tra psicologo, psicoterapeuta, psicoanalista e psichiatra?
Lo psicologo è una persona che si è laureata in psicologia (con laurea quinquennale) e ha superato un Esame di Stato che consente l’iscrizione all’Ordine degli Psicologi (sezione A dell’Albo) e la possibilità  di svolgere la professione. Una persona laureata in psicologia ma non iscritta all’Albo non è abilitata a svolgere la professione di psicologo. Lo psicologo non può prescrivere farmaci e il suo lavoro si basa sulla relazione che si instaura con il cliente. Nello specifico lo psicologo porta avanti interventi di consulenza, valutazione diagnostica, sostegno e riabilitazione.
La persona che acquisisce una laurea triennale in psicologia e supera l’Esame di Stato che consente l’iscrizione all’ordine (sezione B dell’Albo) prende il nome di Dottore in Scienze e Tecniche Psicologiche e può operare sotto la supervisione di uno psicologo iscritto alla sezione A dell’Albo.
Lo psicoterapeuta è uno psicologo o un medico, che dopo la laurea ha frequentato una scuola di specializzazione di durata quadriennale o quinquennale, riconosciuta dal MIUR, iscritto all’elenco degli psicoterapeuti del proprio ordine di appartenenza. Ci sono molte scuole di psicoterapia, che si basano su approcci differenti e che utilizzano tecniche differenti, ma tutte utilizzano come strumenti: la relazione, l’ascolto e la parola per supportare le persone che attraversano condizioni di disagio di varia natura.
Lo psicoanalista è una persona laureata in psicologia o in medicina che ha ottenuto la specializzazione in una scuola di psicoterapia ad indirizzo psicoanalitico. Per psicoanalisi si intende sia la teoria sul funzionamento della mente, sia la modalità  di intervento sui disagi delle persone.
Lo psichiatra è una persona laureata in medicina e poi si è specializzato in psichiatria. Non è psicologo, né psicoterapeuta, cura i disturbi e le malattie mentali facendo ricorso alla terapia farmacologica.
Può accadere che, nei casi in cui è opportuno un lavoro di rete, lo psicologo, lo psicoterapeuta e lo psichiatra collaborino nel sostegno alla persona che vive uno stato di difficoltà  particolarmente intenso, per la presenza di disturbi psichiatrici.

Come scegliere lo psicoterapeuta
La relazione terapeutica, come ogni forma di relazione è data dall’incontro tra le persone, e si costruisce nel tempo. Non è detto che ci si troverà  bene con il primo professionista che si incontra, sia che venga consigliato da un amico, sia che venga cercato in prima persona. Un aspetto importante di cui tenere conto è se si esce dalla stanza di terapia con la sensazione di essere stati ascoltati e capiti. Non sempre si esce alleggeriti, a volte gli spunti di riflessione appaiono un carico molto pesante da portare, ma se si crea un rapporto di fiducia anche questo sarà  un aspetto condivisibile e utile per il lavoro terapeutico.
Un buon psicoterapeuta dovrebbe avere alcune caratteristiche:
– la capacità  di entrare in relazione con l’altro
– la capacità  di concordare l’obiettivo terapeutico all’inizio del percorso
– la flessibilità  di lavorare su obiettivi differenti che possono emergere durante il percorso
– la capacità  di utilizzare un linguaggio adeguato all’interlocutore
– rispetta i tempi e le emozioni della persona che ha di fronte
– è empatico
– è capace di individuare e valorizzare le risorse di cui la persona dispone per affrontare i propri problemi e vivere meglio la propria vita
– aiuta la persona a costruire modi differenti per leggere la propria realtà 

La psicoterapia non è dare consigli
Ogni giorno le persone sono attorniate da altre persone a loro vicine che, con le migliori intenzioni del mondo, danno dei consigli. Le persone che arrivano in terapia non hanno bisogno di consigli, ma di riscoprire o imparare ad ascoltare se stessi, le proprie emozioni e i propri bisogni in modo da capire se e come agire sulla propria vita.

I motivi per andare in terapia
Spesso le persone arrivano in terapia perché sentono di avere un blocco in alcune aree della propria vita. Il lavoro svolto con il supporto di un esperto può essere utile a capire il senso di ciò che la persona sta vivendo e a ritrovare in sé le risorse e gli strumenti per andare avanti, magari stravolgendo le modalità  abituali di vita.

Come verificare la professionalità  dello psicologo?
Il cliente ha il diritto di accedere alle informazioni e ai documenti che attestano il riconoscimento ufficiale e la possibilità  di svolgere la professione. L’elenco dei professionisti iscritti all’Albo è pubblico e si può trovare negli ordini di appartenenza del professionista, ormai anche online nei siti ufficiali.

Le fatture dello psicologo/psicoterapeuta di possono detrarre dalla dichiarazione dei redditi?
La risposta è si! Le spese sostenute per sedute di consulenza psicologica e psicoterapia, opportunamente documentate, possono essere detratte al capitolo “spese mediche e sanitarie”, per il 19%, fino ad un tetto di circa 1500 euro l’anno. La fattura rilasciata dal professionista deve contenere i dati fiscali sia del professionista che del cliente e l’importo relativo alla prestazione. Essendo spese sanitarie sono esenti IVA, ma soggette all’imposta di bollo pari a 2 euro per fatture superiori ai 77,47 euro.

Lo psicologo/psicoterapeuta può prescrivere farmaci?
No! Solo un medico può prescrivere farmaci. Gli psicologi/psicoterapeuti utilizzano tecniche e strumenti specifici che sono riconosciuti dalla comunità  scientifica.

Quando può essere utile rivolgersi ad uno psicologo/psicoterapeuta?
A tutti può capitare, nel corso della vita, di affrontare cambiamenti, scelte o eventi particolarmente stressanti o dolorosi che si ha difficoltà  a gestire. A volte il disagio psicologico o relazionale può aumentare fino a compromettere la qualità  della vita. Può trattarsi di fasi del ciclo di vita di una persona, tappe tipiche come il matrimonio o la nascita di un figlio o magari di eventi critici come una separazione, una malattia o un lutto. Tutti questi eventi possono essere vissuti con una sensazione di disagio che si manifesta in molti modi: ansia, depressione, disturbi alimentari, disturbi psicosomatici, difficoltà  relazionali e di comunicazione, etc”¦ È in queste situazioni che può essere opportuno rivolgersi ad un professionista che sappia accompagnare la persona in difficoltà  lungo un percorso di acquisizione di consapevolezza rispetto ai propri bisogni, alle proprie emozioni e ai significati attribuiti alla propria esistenza. Lo psicologo/psicoterapeuta può supportare nella messa in gioco di risorse proprie della persona e nella costruzione di modalità  differenti per la lettura della propria realtà , ampliando la visione anche sulle possibilità  di scelta. Chiedere aiuto è un chiaro segnale della volontà  di raggiungere i propri obiettivi.
I percorsi di tipo psicologico non sono rivolti soltanto a persone che vivono una situazione di disagio, ma possono essere portati avanti anche da persone che vivono una situazione di benessere ma sentono di avere la necessità  di un supporto in relazione a scelte e momenti di vita particolari.

Quanto costa andare dallo psicologo?
Le tariffe possono variare a seconda del professionista e del tipo di intervento richiesto. È possibile farsi un’idea delle prestazioni e delle relative tariffe nell’apposito tariffario dell’Ordine Nazionale degli psicologi, che ad oggi rappresenta una semplice indicazione e non un obbligo per i professionisti.

Quanto dura una terapia
La durata dell’intervento dipende dall’approccio del professionista e dai tempi dell’individuo, dalla sua motivazione al cambiamento , dalla sua storia e dai suoi vissuti. Solitamente la frequenza degli incontri settimanale o quindicinale, se si tratta di una terapia di coppia o familiare.

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