di Melania Cabras e Maria Grazia Rubanu

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Come essere un bravo genitore. Le riflessioni delle psicologhe

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Continua la collaborazione con il blog Genitorialmente. Questo mese parliamo di un tema complesso e affascinante sul quale difficilmente ci sono visioni univoche: Come essere un bravo genitore. Come sempre proviamo a condividere con voi le nostre riflessioni.

 

I figli

I vostri figli non sono figli vostri.
Sono i figli e le figlie del desiderio che la vita ha di sé stessa.
Essi non provengono da voi, ma attraverso di voi.
E sebbene stiano con voi, non vi appartengono.

Potete dar loro tutto il vostro amore, ma non i vostri pensieri.
Perché essi hanno i propri pensieri.

Potete offrire dimora ai loro corpi, ma non alle loro anime.
Perché le loro anime abitano la casa del domani, che voi non potete visitare, neppure nei vostri sogni.

Potete sforzarvi di essere simili a loro, ma non cercare di renderli simili a voi.
Perché la vita non torna indietro e non si ferma a ieri.

Voi siete gli archi dai quali i vostri figli, come frecce viventi, sono scoccati.
L’Arciere vede il bersaglio sul percorso dell’infinito, e con la Sua forza vi piega affinché le Sue frecce vadano veloci e lontane.

Lasciatevi piegare con gioia dalla mano dell’Arciere.
Poiché così come ama la freccia che scocca, così Egli ama anche l’arco che sta saldo.

Kahlil Gibran – Il profeta

Iniziamo questo post con una poesia di Kahlil Gibran, versi meravigliosi che condividiamo e che, a nostro avviso rappresentano bene che cosa vuol dire per noi essere buoni genitori.

Questo argomento è interessante, complesso e non certo univoco, probabilmente non c’è un’unica risposta su cosa voglia dire essere buoni genitori. Non c’è una sola idea di definizione e dunque: quando si è un buon genitore?

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  • Quando il figlio fa ciò che il genitore desidera e realizza le sue aspettative?
  • Quando non va incontro a dolori e difficoltà?
  • Quando ottiene il massimo dei risultati possibili a scuola, nello sport, nel lavoro?
  • O quando riesce a realizzarsi perseguendo la propria serenità anche se questa non coincide con quella dei genitori?

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