di Melania Cabras e Maria Grazia Rubanu

Gender Studies

Gender: che genere di discorso – Diritti di Famiglie 2016

Abbiamo il piacere di condividere il programma del seminario “Diritti di Famiglie 2016 – Gender: che genere di discorso” che si terrà venerdi 22 gennaio dalle ore 14.15, presso il Liceo Classico G. Siotto Pintor, Viale Trento, 103, Cagliari.

Oggi si sente di frequente parlare di Gender o di Ideologia/Teoria Gender, spesso senza sapere davvero a cosa si fa riferimento e senza conoscere l’importante contributo degli studi scientifici di genere.

Il seminario Diritti di Famiglie 2016 – si propone di contestualizzare questi termini e spiegare come si sia arrivati a strumentalizzare la parola Gender, facendola diventare un concentrato di paure e dubbi basati essenzialmente sull’ignoranza.

L’incontro è organizzato dall’Associazione ARC Onlus e dall’Ordine Assistenti Sociali della Sardegna.

E’ aperto a chi lavora nel sociale, a chi lavora nelle scuole e a tutti coloro che vogliono approfondire un tema di grande attualità.

Trovate i dettagli nella locandina qui sotto:

Che genere di discorso -locandina

 

Documento approvato dal Direttivo AIP su proposta dell’Esecutivo della sezione di Psicologia dello Sviluppo e dell’Educazione sulla cosiddetta “ideologia del gender”

AIP

Su proposta dell’Esecutivo della sezione di Psicologia dello Sviluppo e dell’Educazione, il Direttivo AIP (Associazione Italiana di Psicologia) ha approvato il documento che segue

Da pochi giorni si sono riaperte le scuole e, con esse, le discussioni e le polemiche legate alla cosiddetta “ideologia del gender”, alle delibere o alle mozioni per ritirare testi contenuti presso le biblioteche scolastiche e le conseguenti polemiche da parte di associazioni di insegnanti, genitori, esperti del settore. Sul tema specifico della ‘teoria del gender’, l’AIP ribadisce quanto già scritto in un documento approvato in marzo. L’inserimento nei progetti didattico-formativi di contenuti riguardanti il genere e l’orientamento sessuale, aiuta a fare chiarezza sulle dimensioni costitutive della sessualità e dell’affettività, favorendo una cultura delle differenze e del rispetto della persona umana in tutte le sue dimensioni, mettendo in atto strategie preventive adeguate ed efficaci per contrastare la formazione di pregiudizi e fenomeni come il bullismo omofobico, la discriminazione di genere, il cyberbullismo. Nella lezione magistrale tenuta all’European Conference of Psychology di Milano, lo scorso luglio, Ian Rivers, ricercatore riconosciuto come uno dei massimi esperti internazionali in questo settore di ricerca, ha presentato diversi studi che hanno dimostrato come sia importante educare alle diversità e alle varietà fin dai primi anni di vita e come ciò abbia una funzione preventiva rispetto a varie forme di disagio individuale e collettivo. Gli studi scientifici sul tema del gender sono iniziati negli anni 80 e stanno registrando in questi ultimi anni un deciso incremento, consentendo in tal senso di sottrarre il dibattito a un prevalente e spesso sterile confronto ideologico a favore di una riflessione documentata e matura. L’AIP vuole infine sottolineare che la scelta dei libri scolastici e delle pratiche educative connesse, costituisce parte integrante della professionalità docente che, in ogni caso, non è autoreferenziale ma si confronta con idee, aspettative, comportamenti degli altri adulti che si occupano dei bambini, in particolare con i genitori, oltre che con le ricerche scientifiche che arricchiscono conoscenze e prassi in ambito scolastico.
Ancora una volta l’AIP, Associazione Italiana di Psicologia prende posizione rispetto ad un tema importante, che riguarda la cosiddetta (e inesistente) “ideologia del gender”. Una posizione fondamentale che contribuisce a fare chiarezza e corretta informazione rispetto agli appelli dai toni allarmistici che sono stati diffusi nei social network.

Come professioniste del sociale sottoscriviamo quanto sostenuto dall’AIP e ribadiamo che gli studi scientifici di genere, lungi dal voler rendere inesistenti le differenze biologiche tra uomini e donne, sottolineano la natura costruita socialmente degli stereotipi e dei pregiudizi sui generi, contribuendo a ridurre le discriminazioni legate all’identità di genere e all’orientamento sessuale.

Sulla rilevanza scientifica degli studi di genere e orientamento sessuale e sulla loro diffusione nei contesti scolastici italiani

AIPAbbiamo il piacere di diffondere il comunicato ufficiale dell’AIP – Associazione Italiana di Psicologia – rispetto alla cosiddetta “ideologia del gender” sulla quale si sta creando un grande dibattito in questo periodo. L’AIP ribadisce l’inconsistenza scientifica del concetto e la differenzia dagli studi scientifici di genere o “Gender Studies”.

“Oggi si assiste all’organizzazione di iniziative e mobilitazioni che, su scala locale e nazionale, tendono a etichettare gli interventi di educazione alle differenze di genere e di orientamento sessuale nelle scuole italiane come pretesti per la divulgazione di una cosiddetta “ideologia del gender”.
L’AIP ritiene opportuno intervenire per rasserenare il dibattito nazionale sui temi della diffusione degli studi di genere e orientamento sessuale nelle scuole italiane e per chiarire l’inconsistenza scientifica del concetto di “ideologia del gender”. Esistono, al contrario, studi scientifici di genere, meglio noti come Gender Studies che, insieme ai Gay and Lesbian Studies, hanno contribuito in modo  significativo alla conoscenza di tematiche di grande rilievo per molti campi disciplinari (dalla medicina alla psicologia, all’economia, alla giurisprudenza, alle scienze sociali) e alla riduzione, a livello individuale e sociale, dei pregiudizi e delle discriminazioni basati sul genere e  l’orientamento sessuale.
Le evidenze empiriche raggiunte da questi studi mostrano che il sessismo, l’omofobia, il pregiudizio e gli stereotipi di genere sono appresi sin dai primi anni di vita e sono trasmessi attraverso la socializzazione, le pratiche educative, il linguaggio, la comunicazione mediatica, le norme sociali. Il contributo scientifico di questi studi si affianca a quanto già riconosciuto, da ormai più di quarant’anni, da tutte le associazioni internazionali, scientifiche e professionali, che promuovono la salute mentale (tra queste, l’American Psychological Association, l’American Psychiatric Association, l’Organizzazione Mondiale della Sanità, ecc.), le quali, derubricando l’omosessualità dal novero delle malattie, hanno ribadito una concezione dell’omosessualità come variante normale non patologica della sessualità umana.
L’Unicef, nel Position Statement del novembre 2014, ha rimarcato la necessità di intervenire contro ogni forma di discriminazione nei confronti dei bambini e dei loro genitori basata sull’orientamento sessuale e/o l’identità di genere. Un’analoga policy è da tempo seguita dall’Unesco. Favorire l’educazione sessuale nelle scuole e inserire nei progetti didattico-formativi contenuti riguardanti il genere e l’orientamento sessuale non significa promuovere un’inesistente “ideologia del gender”, ma fare chiarezza sulle dimensioni costitutive della sessualità e dell’affettività, favorendo una cultura delle differenze e del rispetto della persona umana in tutte le sue dimensioni e mettendo in atto strategie preventive adeguate ed efficaci capaci di contrastare fenomeni come il bullismo omofobico, la discriminazione di genere, il cyberbullismo. La seria e appropriata diffusione di tali studi attraverso corrette metodologie didattico-educative può dunque offrire occasioni di crescita personale e culturale ad allievi e personale scolastico e a contrastare le discriminazioni basate sul genere e l’orientamento sessuale nei contesti scolastici, valorizzando una cultura dello scambio, della relazione, dell’amicizia e della nonviolenza.
L’AIP riconosce la portata scientifica di Gender Studies, Women Studies, Lesbian and Gay Studies e ribadisce l’importanza della diffusione della cultura scientifica psicologica per la crescita culturale e sociale del nostro paese.”

http://www.aipass.org/files/AIP_position_statement_diffusione_studi_di_genere_12_marzo_2015(1).pdf