di Melania Cabras e Maria Grazia Rubanu

Più Jules e meno ipocrisia!

L’altra sera, mentre andava in onda Sanremo io guardavo una puntata speciale della prima stagione della serie Euphoria, un’approfondimento sulla vita di Jules, una ragazza transgender, che è una deə protagonistə della serie. In questo spazio Jules si racconta alla sua psicologa, le parla del suo rapporto con la femminilità, della relazione col suo corpo, condizionata anche dalla rappresentazione sociale di un femminile sottile e quasi etereo. Le parla del suo rapporto con i bloccanti della pubertà e con gli ormoni per la terapia femminilizzante. Mentre io entravo con delicatezza nel mondo di una ragazza trans*, sul palco di Sanremo si ripetevano stereotipi triti e ritriti sull’identità di genere e sulle persone transgender.

In prima serata è andato in onda il pietoso teatrino che banalizza e schiaccia la rappresentazione delle donne trans*, narrate come prostitute o come presunti esseri metà e metà, o ancora come uomini travestiti da donne che attirano a sè persone ipocrite e lo fanno per lavoro, perché che altro può fare una donna trans* se non la sex worker? Così ancora una volta le persone T hanno dovuto subire aggressioni mascherate da presunta ironia. E chi questa la chiama comicità ci avvisa che non abbiamo capito che si tratta di fine umorismo e che quindi si, dai, potremmo pure farcela una risata! Per me la comicità, l’ironia e l’umorismo sono un’altra cosa: sono RIDERE CON e non RIDERE DI e, ben venga la satira, ma se colpisce il potere, non se continua a colpire persone marginalizzate. Questa, a mio avviso, è una forma di violenza, magari non intenzionale, ma non per questo meno dolorosa per chi la subisce. Sono una psicoterapeuta e sostengo persone trans* nei loro percorsi di affermazione della propria identità, non vivo in prima persona le micro e macroaggressioni quotidiane ma ne sono testimone nella mia stanza di terapia. E davvero dico basta! Non è di questo che abbiamo bisogno: come persone T , come famiglie, come alleatə professionistə e non. Abbiamo bisogno di più rappresentazioni reali, di quotidianità, di complessità e di sfaccettature. Abbiamo bisogno di più Jules e meno ipocrisia.

Maria Grazia Rubanu

[Nella foto Jules Vaughin, interpretata da Hunter Schafer]