di Melania Cabras e Maria Grazia Rubanu

Joker: Dal dolore alla violenza

“Mia madre mi diceva sempre di sorridere e mettere una faccia felice. Mi diceva che io ho uno scopo: portare risate e gioia nel mondo”
Arthur Fleck – Joker

 

 

Vedendo il film Joker: il mio pensiero è corso subito al titolo di un libro di Felicity De Zulueta “Dal dolore alla violenza. Le origini traumatiche dell’aggressività”.
Un libro diventato un classico, in cui l’autrice si oppone al punto di vista secondo il quale la violenza sarebbe innata e apre ad una visione differente per la quale la violenza avrebbe origine in una situazione traumatica infantile che, in determinate circostanze ambientali, può manifestare il suo potere distruttivo anche a distanza di tempo.

È per questo che ho scelto di citare proprio la frase che la madre di Arthur gli ripeteva sin da quando era piccolo: mettiti una faccia felice.
Il messaggio sottinteso è: non importa quanto tu sia triste o disperato, non importa tutto il dolore che ti porti dentro. Se metti una faccia felice le persone penseranno che tu sia felice.

E così Arthur ha cominciato a disegnarsi sul viso un sorriso, talmente esasperato da diventare un ghigno perchè a quelle parole della madre voleva crederci, nonostante fosse impossibile, tanto impossibile che l’unica fuga ad un doppio legame nutrito da doppi messaggi è stata la psicosi, in un crescendo di acting out in cui paradossalmente l’invisibile Arthur diventava il sempre più riconosciuto Joker.

Dal dolore alla violenza, appunto…

Maria Grazia Rubanu