di Melania Cabras e Maria Grazia Rubanu

Come superare il senso di colpa delle mamme? Le riflessioni delle psicologhe

In questo post trovate le nostre riflessioni rispetto alle domande poste dai genitori di Genitorialmente sul tema del senso di colpa che le mamme provano nei confronti dei figli.

Cerca le tue qualità positive ed espandile con l’immaginazione.
Poi liberati dalla zavorra dei sensi di colpa e sostituiscili con il senso di responsabilità.
Così incomincerai a volerti bene per quello che sei, ma proverai anche il desiderio di cambiare. Amare il prossimo sarà una conseguenza.

Massimo Gramellini.

 

Il post di questo mese con le domande dei genitori del blog di Genitorialmente mette in evidenza un tema di cui sentiamo parlare molto spesso, tanto che sembra quasi essere un binomio inscindibile: maternità e senso di colpa.

La sensazione che si ha è che il senso di colpa sia qualcosa che viene dato in dote assieme alla maternità, in realtà è qualcosa che ci si porta dietro da molto tempo, sin dall’educazione ricevuta durante l’infanzia e che, quando si ha un cambiamento di status così importante e si ha piena responsabilità di un altro essere vivente, assume una forma differente, e occupa uno spazio maggiore nella vita delle persone, soprattutto delle donne.

Non si tratta di qualcosa di innato ma è qualcosa che viene insegnato come parte di una cultura fortemente incentrata sul fatto che i figli sono delle madri più che dei padri e che una donna per essere una buona madre deve saper fare dei sacrifici, dedicare la sua vita ai figli, sempre col sorriso sulle labbra.

Ed è così che nascono i sensi di colpa perche si è sempre di fretta, perché si va al lavoro, perché magari la sera prima si è data una risposta brusca, perché in quel momento si vorrebbe essere in un luogo lontanissimo e silenzioso piuttosto che con i figli che urlano o chiedono attenzioni o semplicemente perché non si è sorriso abbastanza insieme a loro.

Così come si può dire che il senso di colpa ha sempre un’origine relazionale e sociale si può dire anche che ha sempre lo stesso effetto su chi lo prova: fa stare male, appesantisce le giornate, carica le spalle di uno zaino troppo grande e paralizza … si avete capito bene, il senso di colpa blocca le persone nell’idea di avere fatto qualcosa di sbagliato, addirittura di essere sbagliate e quindi non può portare a nessun tipo di miglioramento della propria condizione, a meno di non riuscire a lavorarci per trasformarlo in senso di responsabilità e quindi aprirsi al cambiamento.

Un cambiamento che non ha a che fare con il sacrificio della propria vita personale per aiutare i figli a crescere, perché questo sarebbe solo uno specchietto per le allodole che illude di fare la cosa giusta mentre invece nutre una condizione di frustrazione interna che non potrà mai dare luogo a un vissuto di serenità.

E ALLORA CHE COSA SI PUÒ FARE PER SUPERARE IL SENSO DI COLPA?

Prima di tutto è importante saperlo riconoscere e dare un nome all’emozione di cui è portatore: qual è il messaggio che ci porta questa emozione?

Di solito dietro il senso di colpa c’è un vissuto di delusione, la delusione che arriva dal rendersi conto che non è stata fatta qualcosa che si sarebbe potuta fare per gli altri o anche che ne sia stata fatta una sbagliata. È ciò che succede quando le mamme sentono di non essere state abbastanza presenti, o di essere troppo brusche. Per poter superare il senso di colpa, questa delusione non deve essere rifiutata o negata, ma al contrario deve essere accolta, deve trovare un suo spazio di mentalizzazione perché al di là di ciò che si crede, più rifiutiamo un’emozione e più la teniamo vicina a noi perché non riusciamo ad elaborarla.

Una volta accolto ciò che si prova è importante provare ad accogliere se stesse nella propria perfetta imperfezione, con benevolenza anche verso le proprie aree di fragilità, perché è solo passando per l’accoglienza, l’accettazione e la benevolenza che si può capire se e come si può modificare il proprio comportamento. È soltanto dopo che si è davvero capito cosa è successo e le motivazioni che ci stanno dietro che si può provare a trasformare il proprio comportamento e quindi anche la relazione. Continuare a colpevolizzarsi e punirsi non serve, perché solo col superamento del senso di colpa si può incontrare il senso di responsabilità che è ciò che davvero permette di essere madri sufficientemente buone[1], e quindi non madri che non sbagliano mai, ma madri che sbagliano e poi mettono in atto modalità correttive per non ripetere gli stessi errori in futuro.

Diventa dunque fondamentale mettere in conto la frustrazione e la stanchezza come elementi indissolubili nel percorso evolutivo ed è per questo che è importante darsi il permesso di sbagliare: per i figli non è importante che i genitori siano perfetti, ma che siano veri, autentici e umani, che sappiano sbagliare e riconoscere i propri errori e poi porvi rimedio. È così che anche i figli imparano a crescere liberi, solo potendo sperimentare che adulti che amano e stimano sbagliano e correggono i propri errori, andando avanti e crescendo in ogni tappa della propria vita.

Foto di Eye per Ebony su Unsplash

Maria Grazia Rubanu e Melania Cabras

Psynerghia – Psicologia e relazioni

[1] Donald Winnicott