di Melania Cabras e Maria Grazia Rubanu

Mia figlia adolescente fa l’amore: cosa fare? Le riflessioni delle psicologhe

Continua la collaborazione con i genitori del blog Genitorialmente che questo mese si fanno portavoce della domanda di un papà, una domanda che può essere estesa a tanti altri genitori di figli adolescenti. In questo post trovate le  nostre risposte.

Maria Grazia e Melania

Andrea è il papà di Laura, una ragazza di 15 anni che da un anno circa ha una relazione con un ragazzo di due anni più grande: Luca. Laura è un’adolescente che va bene a scuola e che non ha mai dato particolari problemi ai genitori, ma Andrea è preoccupato perché ha scoperto da poco che Laura e Luca hanno rapporti sessuali e lui non sa come gestire la situazione e così chiede di potersi confrontare con altri genitori, per evitare di fare qualcosa di sbagliato nella gestione di una situazione così delicata.

 

La situazione che viene descritta è una delle realtà tipiche dell’adolescenza, ma se l’esplorazione della sessualità fa parte del naturale sviluppo dei ragazzi e delle ragazze, è altrettanto “naturale” che i genitori facciano un po’ di fatica a metabolizzare questa realtà. Per i genitori i figli adolescenti sono sempre dei piccoli da proteggere e da mettere in guardia dai pericoli del mondo e questo è ancora più vero quando si tratta delle figlie femmine che vengono considerate spesso come più a rischio dei maschi perché pensate più esposte e fragili e meno capaci di gestire un aspetto così importante della vita. Ci preme sfatare il mito che le ragazze siano più fragili dei ragazzi e che siano meno in grado di gestire questa sfera della vita. Come spesso sottolineiamo non è il genere di appartenenza a fare la differenza ma il tipo di educazione e costruzione valoriale ricevuta e interiorizzata, non solo quella trasmessa dalla famiglia ma anche dalle agenzie di socializzazione.

Pertanto il nostro consiglio ai genitori è quello di fare un bel respiro per fare calmare il primo istinto che è quello di andare in allarme a causa della preoccupazione. Lasciandosi dominare dalla preoccupazione aumenterebbe la probabilità di dire cose sbagliate che possono portare la ragazza o il ragazzo a chiudersi e creare in questo modo un fattore di rischio che è quello che i ragazzi sentano di non poter contare sui propri genitori per “le cose importanti”.

Ciò che fa la differenza tra una situazione “naturale” e una “preoccupante” non è generalizzabile semplicemente con l’età, a meno che non si tratti di rapporti avuti davvero troppo precocemente … ciò che è davvero importante è il modo in cui l’esperienza viene affrontata, se con senso di responsabilità o con troppa leggerezza. Possiamo dunque cercare di capire se il ragazzo o la ragazza hanno adeguate informazioni in proposito, se i rapporti sessuali sono il naturale corollario di una relazione sentimentale o se sono un modo per sentirsi grandi o accettati dagli altri perché si è superato un “rito di passaggio”, se fanno parte di un processo di crescita e di accettazione di sé o se sono un modo per ribellarsi a una condizione familiare ritenuta pressante, se si prendono le dovute precauzioni o se ci si mette a rischio dal punto di vista delle malattie sessualmente trasmissibili o con la possibilità di gravidanze indesiderate.

Un altro aspetto importante riguarda il come lo si viene a sapere: sono i figli a parlarne o i genitori lo scoprono trovando qualche oggetto rivelatore?

Nel primo caso è senz’altro da apprezzare la sincerità e questo è un aspetto che va valorizzato ed esplicitato ad esempio dicendo “Mi fa piacere che tu me ne abbia parlato, è una cosa importante e molto bella se viene affrontata nel modo giusto. Tu come ti senti in proposito?”.

Se lo si viene a scoprire in altro modo è comunque opportuno non fare finta di niente ma provare ad aprire un dialogo nel quale le parole chiave devono essere: sincerità, accoglienza e assenza di giudizio “Abbiamo saputo/capito che tu e Luca avete rapporti sessuali, è una cosa importante e vogliamo farti sapere che siamo qui per parlarne se lo ritieni opportuno”.

In entrambi i casi è auspicabile che i genitori affrontino la cosa insieme, deve essere chiaro che si è una famiglia, che non ci sono aspetti di cui non si può parlare o che devono essere nascosti ad uno dei genitori. Se ne può parlare insieme dunque, lasciando degli spazi anche per dialoghi e informazioni a due con il genitore con cui il ragazzo o la ragazza hanno maggiore confidenza. Nel caso delle ragazze è importante che si dia la propria disponibilità anche a supportare nella scelta di un/a ginecologo/a di riferimento dal quale si può accompagnare la ragazza se lei lo desidera, oppure si può sostenere la sua scelta di andare con un’amica o magari proprio con il fidanzato. Il ginecologo è la persona più giusta anche con cui parlare di anticoncezionali e di malattie sessualmente trasmissibili, che spesso vengono sottovalutate dai ragazzi perché molte sono a loro sconosciute.

Nel caso di Laura è sicuramente positivo che lei si sia aperta al discorso col padre facendo riferimento ai preservativi. È vero che il discorso non è partito da lei ma è altrettanto vero che avrebbe potuto deviare l’argomento e invece ha creato una breccia nella quale i genitori possono inserirsi per parlare. È certamente un elemento positivo che Laura e Luca usino i preservativi, il che significa che hanno senso di responsabilità e pensano alle conseguenze delle proprie azioni. Andrea e la moglie possono dunque accogliere insieme questo segnale di apertura e mostrarsi disponibili al dialogo e al confronto, in modo che Laura non si senta giudicata e passi il messaggio che su di loro può contare e che, anche se magari per loro 15 anni sono pochi per la prima esperienza, sono lì per sostenerla e proteggerla e aiutarla a gestire al meglio anche questo aspetto della sua vita.

Maria Grazia Rubanu e Melania Cabras

Psynerghia – Psicologia e Relazioni

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