di Melania Cabras e Maria Grazia Rubanu

… QUESTO NON È AMORE. Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne

 

 

 

 

 

Se ti intimidisce

Se ti fa del male fisico

Se ti spinge e schiaffeggia

Se ti chiude in una stanza

Se ti offende

Se ti umilia

Se minaccia te e i tuoi figli

Se ti chiede l’ultimo appuntamento

Se ti prende a calci, ti tira i pugni e ti strappa i capelli

Se ti telefona di continuo per insultarti

Se minaccia la tua libertà anche economica

… QUESTO NON è AMORE!

Queste parole sono tratte da “Questo non è amore” un progetto ideato e promosso dalla Direzione Centrale Anticrimine del Dipartimento della Pubblica Sicurezza, che si pone l’obiettivo di superare gli stereotipi e i pregiudizi di genere, in modo da diffondere una cultura di parità e aiutare le vittime di violenza a superare la paura e a rompere la rete di isolamento, umiliazione e vergogna nelle quali si sentono intrappolate.

Sono parole che riportiamo oggi, 25 novembre, in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, ma che devono essere impresse ogni giorno in tutte e tutti noi.

Parole che fanno riflettere e che è importante diffondere, in modo che riescano ad arrivare al numero maggiore possibile di persone: donne e uomini, ragazze e ragazzi.

Alle ragazze e alle donne perché sappiano che la violenza, psicologica o fisica che sia, non ha niente a che fare con l’amore. Perché imparino prima di tutto il rispetto per se stesse, in modo da poter bloccare al primo segnale la mancanza di rispetto altrui.

Ai ragazzi perché crescano nella cultura del rispetto e dell’uguaglianza nella diversità.

Agli uomini perché sappiano che non esiste amore se non c’è rispetto di sé e dell’altro.

Ai genitori perché si facciano portatori di valori educativi basati sull’uguaglianza, il rispetto e la parità.

MA CHE COS’È LA GIORNATA INTERNAZIONALE PER L’ELIMINAZIONE DELLA VIOLENZA CONTRO LE DONNE?

È una giornata istituita dall’ONU nel 1999, un’occasione di confronto e discussione sui temi della violenza sulle donne e del femminicidio. Temi che alla base hanno ancora la disuguaglianza dei rapporti tra uomini e donne. La Dichiarazione dell’Assemblea Generale dell’ONU definisce la violenza contro le donne come “uno dei meccanismi sociali cruciali per mezzo dei quali le donne sono costrette in una posizione subordinata rispetto agli uomini”.

C’È ANCORA BISOGNO DI QUESTA GIORNATA?

Purtroppo si!

Se analizziamo i dati EURES da gennaio a ottobre in Italia sono state uccise 106 donne, una ogni  72 ore e in 3 casi su 4 si è trattato di un parente, di un partner o di un ex partner. La coppia, secondo l’EURES è l’ambito più a rischio per le donne.

Se poi analizziamo i dati ISTAT relativi alle molestie e alle violenze potremo vedere che nella propria vita quasi 7 milioni di donne hanno subito una forma di violenza sessuale o fisica.

SI PUÒ FARE PREVENZIONE SUL TEMA?

Per poter dire davvero basta alla violenza sulle donne è necessario portare avanti un processo di evoluzione culturale che superi la visione stereotipata e sessista dei ruoli uomo-donna e che deve necessariamente partire dall’educazione dei più giovani che deve essere fatta anche attraverso la scuola, sin dall’infanzia.

E SE LA VIOLENZA È GIÀ IN ATTO?

Se la violenza è già in atto bisogna denunciare. Sappiamo che non è facile e che questo passo è proprio il primo ostacolo da superare, soprattutto quando si è vittime di violenza in famiglia e/o quando ci si sente sole, senza un sostegno nell’affrontare una situazione complessa e spesso ambigua. Oggi ci sono tanti strumenti per chiedere aiuto: ci sono le forze dell’ordine e c’è il Telefono Rosa, con un centralino attivo 24 ore su 24, si può chiamare il 1522 per entrare in contatto con le esperte volontarie che potranno dare le prime indicazioni e un primo sostegno.

Maria Grazia Rubanu e Melania Cabras

 

Foto tratta dal Progetto “Questo non è amore” -Direzione Centrale Anticrimine del Dipartimento della Pubblica Sicurezza