di Melania Cabras e Maria Grazia Rubanu

Nessuno è un’isola. Tra introspezione e relazione

La quarantena e la paura da Coronavirus: come affrontarle

Continua la collaborazione con la rubrica Figli al centro del blog Genitorialmente, questo mese il tema è legato all’emergenza sanitaria che stiamo vivendo e ai suoi risvolti psicologici per le famiglie. In questo post i genitori mi chiedono come affrontare la quarantena e la paura da coronavirus.

 

 

 

Stiamo vivendo tutti in una condizione particolare, in continua evoluzione, senza una circoscrizione temporale effettiva, con un’unica certezza: dobbiamo stare a casa e uscire solo per questioni sanitarie o di prima necessità. Al momento il valore fondamentale da salvaguardare è la salute delle persone e tutti abbiamo il dovere civile di fare la nostra parte per evitare il diffondersi di questo pericoloso virus.

Questo presupposto è fondamentale ed è proprio a partire dalla condizione imprescindibile del restare a casa che voglio cominciare la mia riflessione: genitori e figli si trovano a convivere in spazi limitati per un tempo molto maggiore di quello solito.

Molti genitori hanno sospeso l’attività lavorativa o lavorano da casa, i bambini e i ragazzi non vanno a scuola, visto che le scuole sono chiuse.

Lo spazio è delimitato e il tempo si dilata creando effetti che bisogna imparare a gestire. Inoltre tutti viviamo una sensazione di incertezza rispetto a ciò che succederà, incertezza e paura per una condizione di quarantena legata ad una pandemia che sta mietendo molte vittime.

Si tratta di emozioni e vissuti che non ci piacciono ma dei quali non possiamo fare a meno, la paura è un’emozione primaria che ha un ruolo fondamentale per la nostra sopravvivenza, è quella che ci permette di difenderci e di metterci in salvo quando ci sentiamo in pericolo. In una situazione come questa quindi, non solo è normale e fisiologico provarla, ma si può anche dire che una certa dose di paura è fondamentale per mantenere il giusto livello di allerta e tenerci lucidi, in modo da evitare di mettere in atto condotte pericolose per noi e/o per gli altri. Continua a leggere

La quarantena e la paura da coronavirus: come affrontarle. Le domande dei genitori

La collaborazione con il blog Genitorialmente continua anche in un momento così delicato e oggi, in linea con l’attualità di questi giorni surreali, postiamo le domande che ci hanno fatto i genitori.  A breve troverete le nostre riflessioni.

Il vivere in quarantena e la paura da coronavirus sono una realtà con cui conviviamo ormai da qualche settimana. Abbiamo pensato di chiedere alla dottoressa Rubanu, psicologa e psicoterapeuta dello studio Psynerghia, come possiamo affrontare questa nuova realtà.

Le autorità ci informano quotidianamente dell’andamento di questa pandemia e spesso i toni sono tutt’altro che rassicuranti, quindi dobbiamo attrezzarci per affrontare al meglio questa nuova situazione per tutto il tempo che sarà necessario.

Sono tante le cose che dobbiamo affrontare, situazioni per cui non abbiamo avuto tempo per prepararci e che hanno un grande carattere di incertezza, ma quello che sappiamo è che non possiamo mollare.

Abbiamo stilato un elenco di quelli che possono essere i quesiti più comuni legati alla quarantena e alla paura da coronavirus:

  • Cosa dobbiamo dire ai bambini sul coronavirus?
  • Come dobbiamo comportarci con i ragazzi?  
  • La convivenza in famiglia può diventare difficile, come affrontare le quotidianità e quali i suggerimenti per la decompressione familiare?
  • Come allontanare il senso di paura, quali meccanismi di protezione possiamo mettere in atto?
  • È giusto essere sempre aggiornati o è meglio allontanarci dalle notizie?
  • Come affrontare la mancanza di socializzazione?
  • Come gestire la preoccupazione nei confronti dei nostri genitori che sono i soggetti più a rischio?

Purtroppo temo che la quarantena non finirà presto, io non sono preoccupata “solo” per l’emergenza sanitaria, ma penso anche all’equilibrio psicofisico di chi, come la mia famiglia è chiusa in casa dal 23 febbraio.

Come evitare che la paura si trasformi anch’essa in una pandemia? Esistono degli alert che ci fanno comprendere che ci stiamo esaurendo?

Io come sempre cerco conforto negli occhi delle mie figlie. Per loro la chiusura delle scuole è sicuramente stata una fra le più belle notizie del secolo. Oggi organizzano chat con amici e qualche insegnante ma, anche se non lo ammetteranno mai, credo che la scuola inizi a mancare anche a loro.

Aspettiamo i consigli della Dottoressa Rubanu, sulla domanda che rimbalza di casa in casa, come affrontare la quarantena e la paura da coronavirus.

Io ora vado a leggere un libro, voglio essere trasportata lontano, lontano da qua.

Manu

Genitorialmente

Joker: Dal dolore alla violenza

“Mia madre mi diceva sempre di sorridere e mettere una faccia felice. Mi diceva che io ho uno scopo: portare risate e gioia nel mondo”
Arthur Fleck – Joker

 

 

Vedendo il film Joker: il mio pensiero è corso subito al titolo di un libro di Felicity De Zulueta “Dal dolore alla violenza. Le origini traumatiche dell’aggressività”.
Un libro diventato un classico, in cui l’autrice si oppone al punto di vista secondo il quale la violenza sarebbe innata e apre ad una visione differente per la quale la violenza avrebbe origine in una situazione traumatica infantile che, in determinate circostanze ambientali, può manifestare il suo potere distruttivo anche a distanza di tempo.

È per questo che ho scelto di citare proprio la frase che la madre di Arthur gli ripeteva sin da quando era piccolo: mettiti una faccia felice.
Il messaggio sottinteso è: non importa quanto tu sia triste o disperato, non importa tutto il dolore che ti porti dentro. Se metti una faccia felice le persone penseranno che tu sia felice.

E così Arthur ha cominciato a disegnarsi sul viso un sorriso, talmente esasperato da diventare un ghigno perchè a quelle parole della madre voleva crederci, nonostante fosse impossibile, tanto impossibile che l’unica fuga ad un doppio legame nutrito da doppi messaggi è stata la psicosi, in un crescendo di acting out in cui paradossalmente l’invisibile Arthur diventava il sempre più riconosciuto Joker.

Dal dolore alla violenza, appunto…

Maria Grazia Rubanu