di Melania Cabras e Maria Grazia Rubanu

Sesso e affettività. La costruzione di un dialogo tra genitori e figli

Lavorando con i genitori mi capita spesso che mi esprimano la difficoltà nel parlare ai propri figli delle questioni relative alla sessualità.

La maggior parte dei genitori ha il desiderio di preparare al meglio i propri figli ad avere sane relazioni affettive e sessuali, ma poi si scontra con la difficoltà di parlarne.

A volte ci si sente a disagio perché imbarazzati, altre volte ci si blocca di fronte ad un rifiuto del figlio che afferma di sapere già tutto perché magari si vergogna di parlarne con i propri genitori.

Imbarazzo e vergogna sono più frequenti di quanto si pensi, anche in genitori che hanno un buon rapporto comunicativo con i propri bambini e/o ragazzi.

In queste situazioni la prima cosa che faccio è tranquillizzare i papà e le mamme perché il punto di partenza di una sana educazione alla sessualità sta ad un livello più ampio rispetto al parlare di sesso. La base è infatti un’adeguata educazione socio-affettiva, che non bypassi le tematiche sessuali, ma nemmeno le metta al centro della questione, che è invece di portata ben più ampia.

La sfera emozionale-affettiva ha infatti un’importanza fondamentale nello sviluppo della persona, in particolar modo  durante la fase del ciclo di vita dell’adolescenza, momento in cui i ragazzi iniziano a definire le proprie scelte personali e sociali.

La base va dunque costruita nel tempo e ha a che fare con il riconoscimento delle proprie emozioni e con la costruzione di un processo di autoconsapevolezza che permette di capire e ascoltare i propri bisogni nel rispetto di sé e dell’altro,  e di valorizzare le proprie risorse nella gestione delle relazioni interpersonali sia con i coetanei che con gli adulti.

Solo attraverso la costruzione di un percorso che comprende aspetti cognitivi ed emotivi il ragazzo potrà pian piano imparare ad essere il protagonista del proprio percorso di vita, attraverso il portare avanti scelte consapevoli.

In questo processo di costruzione del sé e della propria identità hanno un ruolo importante anche i cambiamenti cui i ragazzi vanno incontro, la dimensione sessuale, lungi dall’essere una sfera a sé, è parte integrante dell’identità complessiva del ragazzo.

Educare un figlio alla sessualità significa dunque unire agli aspetti legati all’identità corporea tutti gli aspetti psicosociali che ne sono parte integrante.

Perché questo obiettivo possa essere raggiunto in modo completo è fondamentale che in questa fase di vita i ragazzi abbiano uno spazio per confrontarsi in un clima di fiducia che permetta loro di sentirsi ascoltati e non giudicati in modo che possano sentirsi liberi di chiedere e di costruire le proprie risposte senza irrigidirsi in posizioni stereotipate in una sfera delicata come quella della sessualità che spesso viene vissuta con ansia sia dai ragazzi che dagli adulti.

I genitori devono tenere conto di un aspetto molto importante: i loro valori e i loro atteggiamenti vengono trasmessi ai figli, sia con le parole che con la comunicazione non verbale, compresi i silenzi.

I figli imparano sin da piccoli cosa è buono e cosa cattivo per i loro genitori, anche quando loro non lo esplicitano. I figli adolescenti sanno cosa i loro genitori pensano  rispetto a comportamenti come la masturbazione, la nudità corporea, i giochi sessuali e l’uso del linguaggio sessuale.

Inoltre i bambini e i ragazzi costruiscono il loro sapere sulla sessualità anche attraverso altri canali come le amicizie, le riviste, i mass media, internet, etc… Fonti di informazione che trasmettono rappresentazioni  che possono essere anche molto diverse rispetto ai valori trasmessi in famiglia.

Non è da sottovalutare nemmeno il fatto che a volte non c’è una visione univoca neppure tra i genitori.

Gli adolescenti provano dunque a destreggiarsi tra i tanti punti di vista differenti e trovare una propria collocazione nel mondo affettivo e relazionale.

Questo processo non si costruisce in tempi brevi, ma nel corso degli anni ed è fondamentale che i genitori non dimentichino mai che educare all’affettività significa educare al rispetto di sé, della propria persona e di quella altrui e alla valorizzazione della diversità che, lungi dall’essere considerata qualcosa da evitare, diventa una libera espressione della personalità individuale.

Maria Grazia Rubanu