di Melania Cabras e Maria Grazia Rubanu

Il libro di Tommi. Scuola e omogenitorialità

Oggi sempre più coppie omosessuali o anche singole persone decidono in maniera consapevole di diventare genitori. E non dobbiamo dimenticare anche le situazioni, anch’esse in aumento, in cui una persona, dopo aver avuto un figlio all’interno di una relazione eterosessuale, inizia una relazione di coppia omosessuale, dando vita ad una realtà familiare allargata composta anche dai figli nati dall’unione precedente.

Le famiglie omogenitoriali sono sempre più presenti  nella nostra realtà e, sempre più spesso, fanno la scelta della visibilità e della chiarezza.

Può dunque capitare con una certa facilità che gli insegnanti si trovino ad avere in classe tra i propri allievi un bambino con due mamme o due papà, o con un papà gay o una mamma lesbica. E qui possono sorgere delle difficoltà, visto che la scuola è un’agenzia sociale di fondamentale importanza ed è il luogo in cui spesso avviene per la prima volta l’incontro/scontro tra le famiglie e le istituzioni. Un incontro che se diventa scontro lo fa soprattutto sulla pelle dei bambini.

A pensarci su due piedi sembra una questione difficile da affrontare: come gestire le differenze senza appiattirle, né svalutarle?

La prima riflessione che voglio condividere è che bisogna fare chiarezza sul concetto di differenza: i bambini nati in contesti omogenitoriali non sono infatti diversi dagli altri bambini. Tantissime ricerche lo dimostrano da oltre trent’anni: i figli cresciuti in famiglie omogenitoriali hanno le stesse caratteristiche cognitive e le stesse opportunità di sviluppo dei figli cresciuti da genitori eterosessuali.

Ciò che mette in difficoltà gli insegnanti non è dunque la presunta diversità dei bambini ma un approccio didattico ed educativo che è ancora legato ad un modello tradizionale di famiglia che è cambiato da tempo e che, se andiamo a guardare bene anche soltanto in ognuna delle nostre famiglie, osservandola in un’ottica trigenerazionale, non è mai davvero stato così univoco.

La famiglia omogenitoriale non è dunque che uno dei tanti modi in cui si può fare famiglia, una possibilità tra le tante, come la famiglia ricomposta, quella affidataria, quella adottiva, etc

La normativa scolastica ha accolto da tempo i mutamenti del sociale e ha dato delle indicazioni al riguardo: il Decreto ministeriale del 3 giugno del 1991  invita le istituzioni scolastiche all’accoglienza della complessità delle esperienze dei bambini e sollecita a tenerne conto in modo da svolgere una funzione di filtro e valorizzazione dell’esperienza extrascolastica “allo scopo di sostenere il sorgere e lo sviluppo di capacità critica, di autonomia del comportamento e di difesa dai condizionamenti”.

Gli insegnanti spesso non si sentono pronti per svolgere al meglio questo compito, si sentono inadeguati, impreparati e a volte soli.

In realtà gli insegnanti in questo compito non sono soli: possono chiedere aiuto e consiglio alle associazioni di genitori omosessuali, comeFamiglie Arcobaleno, che nel corso degli anni ha collaborato con tanti insegnanti in tante scuole, non solo per il pieno e completo inserimento dei propri figli in classe, ma anche per l’attuazione di una modalità di lavoro che aiuti tutti i bambini, a trovare delle risposte alle proprie domande e a quelle altrui, indipendentemente dalle caratteristiche della famiglia di cui fanno parte.

Delle risposte che prevedono la valorizzazione e l’inclusione delle storie differenti dalla propria, di qualunque natura esse siano.

Ci si potrà chiedere come fare.

Anche qui la risposta c’è già, almeno in parte.

Ci sono già degli strumenti sul tema, il resto lo fa la professionalità dei singoli insegnanti: fatta di sensibilità, impegno, motivazione ed empatia.

Uno degli strumenti possibili è “Il libro di Tommi. Manuale educativo e didattico su scuola e omogenitorialità”. Un libro scritto da Giuliana Beppato e Maria Tina Scanaro che si pone l’obiettivo di aiutare gli insegnanti a rispondere a una domanda semplice e complessa insieme: “Come si possono comportare gli insegnanti quando entrano in contatto con figli di genitori omosessuali al fine di non stigmatizzarli in nessun modo, né di rendere faticosa o fonte di ansia la loro esperienza sociale ed educativa nella scuola?”.

Un macro obiettivo che si traduce in una serie di risposte pratiche che partono dalla conoscenza dei contesti di vita dei bambini che crescono in famiglie omogenitoriali: si parla di come gestire la comunicazione tra scuola e famiglia, dell’inserimento dei bambini nel gruppo classe, della prevenzione, quando è possibile, e della gestione, poi, di situazioni potenzialmente imbarazzanti per i bambini.

Il libro comprende una parte in cui i disegni di Laura Monticelli accompagnano chi legge alla scoperta delle somiglianze e delle differenze nel rapporto di Tommi con la scuola rispetto ai figli cresciuti in famiglie eterogenitoriali.

 

Tommi  ci presenta la sua famiglia “come tutte le famiglie del mondo unica nel suo genere”

 

 

 

 

 

 

Ci racconta con sincerità e parole semplici ed estremamente chiare di avere due mamme: Susanna e Laura

 

 

 

 

 

 

Ci parla della sua storia, perché uno dei temi fondamentali per le famiglie omogenitoriali è proprio quello di fare conoscere la storia vera sin dall’inizio adeguando le parole e il racconto con la crescita dei figli.


 

 

 

 

 

Ci spiega la differenza tra famiglia di prima costituzione e ricostituite.

 

Tommi vive le sue giornate a scuola e fa i conti con le difficoltà e le risorse degli insegnanti a partire dalla scuola dell’infanzia  con tutte le paure e gli ostacoli burocratici del caso.

 

 

 

 

 

 

Ma anche la gestione complicata della relazione con gli altri genitori e le feste come quella della mamma e del papà che con un po’ di creatività non sono più causa di sofferenza.

 

 

 

 

 

 

Lo accompagniamo poi nella scuola primaria alla scoperta degli stereotipi di genere e delle idee diffuse sull’omosessualità.

 

 

 

 

 

 

E poi la scuola secondaria in cui capiamo l’importanza del lasciare spazio al ragazzo perché possa decidere con chi parlare della propria storia, si rispetta l’età dell’adolescenza che è un momento fondamentale della costruzione identità e dei confini. Qui il ruolo e la prontezza degli insegnanti diventa fondamentale per gestire situazioni prima che diventino problemi più complessi.

 

 

 

 

 

 

C’è poi una parte in cui  diversi professionisti affrontano tematiche fondamentali, dal punto di vista teorico e rispondono alle domande più frequenti e ai dubbi più diffusi sulle famiglie omogenitoriali.

Il libro è molto ricco anche perché alla fine, oltre alla classica bibliografia di riferimento, fornisce un elenco di libri per bambini e ragazzi, che costituiscono materiale prezioso da includere in tutte le biblioteche scolastiche e una rassegna di film per bambini e ragazzi che possono essere usati a scopo didattico nella scuola secondaria di primo e secondo grado.

A questo punto  non mi resta che augurarvi buona lettura e buon lavoro!

 Maria Grazia Rubanu