di Melania Cabras e Maria Grazia Rubanu

I sette nani e quella stronza di Biancaneve

Questo post è frutto di un’esercitazione svolta da un gruppo col quale ho lavorato in un corso di formazione.

Si tratta di un corso per dipendenti di cooperative che si occupano di relazione d’aiuto, nelle sue varie forme.

Il mio modulo si chiama “La comunicazione nelle relazioni d’aiuto”.

Il lavoro è nato da una riflessione sull’importanza del prendere in considerazione diversi punti di vista quando si lavora con le persone, alla luce del fatto che, in uno scambio comunicativo, ci sono tanti punti di vista almeno quanti sono i partecipanti al processo.

E così dopo aver fatto leggere loro la favola di Cappuccetto Rosso nella versione raccontata dal lupo, ho dato il compito di pensare ad un’altra favola conosciuta e ribaltarne il punto di vista, raccontando un’altra versione possibile.

Le partecipanti hanno provato ad immedesimarsi in un altro personaggio e questo è uno dei risultati prodotti…

…ne seguiranno altri…

Ringrazio Lisa, Manuela, Marzia e Marzia del corso TC 6 – sede Macomer  che mi hanno concesso di condividere il frutto della loro creatività

 Maria Grazia Rubanu

Vivevamo felici e contenti in mezzo al bosco, in una piccola casetta, non i può dire che fosse pulita e ordinata ma a noi andava a genio così.

Polverosa e vissuta, con i nostri vestiti colorati e sporchi ovunque e gli attrezzi da lavoro sempre pronti all’uso.

All’improvviso tutto questo cambiò, la nostra disordinata ma piacevole vita venne spaventosamente stravolta dall’arrivo di una terribile ragazzina ordinata e profumata di nome Biancaneve.

Durante la nostra assenza mise sottosopra tutta la casa riordinandola da cima a fondo, sporcando le nostre stoviglie con il cibo, quando in realtà eravamo tutti a dieta!!!

Un bel giorno però i nostri desideri si avverarono.

Arrivò una vecchietta carinissima che le offrì delle meravigliose mele rosse e, non si sa come, la poverina cadde a terra come morta.

Forse era allergica…ma a noi in realtà poco interessava, l’importante era il risultato.

Ma l’immensa felicità di quel momento sfumò quando quegli antipaticissimi animaletti del bosco, con i quali purtroppo noi siamo costretti a vivere, ci obbligarono a metterla in una bara di cristallo, costringendoci, ahi noi! a vederla tutti i giorni.

Ma un bel dì, per nostra fortuna, arrivò uno strano tipo a cavallo, che non si sa perché si innamorò di lei e con un bacio la risvegliò.

Ho mio Dio! Nooooooooooooo!!!

Di nuovo viva! Di nuovo in mezzo ai piedi!

E invece quel genio di un principe decise di portarsela via.

E festa fu!!!

E da quel momento vivemmo tutti e sette felici e contenti.

Lisa

Marzia

Manuela

Marzia

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