di Melania Cabras e Maria Grazia Rubanu

Biancaneve…dal punto di vista della Regina

 

Questo post è frutto di un’esercitazione svolta da un gruppo col quale sto lavorando in un corso di formazione.

Si tratta di un corso per dipendenti di cooperative che si occupano di relazione d’aiuto, nelle sue varie forme.

Il mio modulo si chiama “La comunicazione nelle relazioni d’aiuto”.

Il lavoro è nato da una riflessione sull’importanza del prendere in considerazione diversi punti di vista quando si lavora con le persone, alla luce del fatto che, in uno scambio comunicativo, ci sono tanti punti di vista almeno quanti sono i partecipanti al processo.

E così dopo aver fatto leggere loro la favola di Cappuccetto Rosso nella versione raccontata dal lupo, ho dato il compito di pensare ad un’altra favola conosciuta e ribaltarne il punto di vista, raccontando un’altra versione possibile.

Le partecipanti hanno provato ad immedesimarsi in un altro personaggio e questo è il secondo dei risultati prodotti…

…ne seguiranno altri…

Ringrazio Manuela, Anna Maria, Susanna e Maria Francesca  che mi hanno concesso di condividere il frutto della loro creatività

 

“Ero la più bella del reame, il mio specchio me lo diceva sempre…tanto che pensavo si fosse invaghito di me..

Finche un giorno, stronzo come solo i maschi sanno essere, se ne uscì con la storia che ce n’era una più bella di me.

Questa tipa si chiamava Biancaneve.

Mossa dalla curiosità, chiesi ad un amico cacciatore di accompagnarla al castello per conoscerla, ma quella sciocca, chissà cosa si era messa in  mente… quando lo vide scappò nel bosco.

Voci di paese mi riferirono che era andata a piangere a casa di certi nanetti, ai quali chissà cosa aveva raccontato!

Decisi di andare a trovarla di persona per chiarire la situazione e magari complimentarmi per la sua bellezza e, per non andare a mani vuote, le portai un cesto di mele del nostro giardino.

Chi mai avrebbe pensato che una così delicata e dolce fanciulla potesse essere così avida e ingorda da scegliere la mela più grossa e ficcarsela in bocca tutta intera!!!

Ovviamente finì con lo strozzarsi e io, spaventata, non sapendo cosa fare corsi via.

Non potete capire con quale rimorso vissi nei giorni successivi, finché un bel giorno lo specchio mi disse che non solo la ragazza si era salvata, ma aveva pure trovato un buon partito!

Ne fui felice, però… Quello che proprio mi fece restare male fu che, per giustificare quello che era successo, la giovane mise in giro la voce che la mela che le avevo portato era avvelenata, rovinando la mia reputazione e quella di tutte le regine come me.”

Manuela

Anna Maria

Susanna

Maria Francesca

Maria Grazia Rubanu