di Melania Cabras e Maria Grazia Rubanu

La storia d’amore tra En e Xanax

“Se non ti spaventerai con le mie paure,

un giorno che mi dirai le tue

troveremo il modo di rimuoverle.
In due si può lottare come dei giganti

contro ogni dolore e su di me puoi contare

 per una rivoluzione.
Tu hai l’anima che vorrei avere”

S. Bersani – En e Xanax

 


En e Xanax è una canzone di Samuele Bersani, contenuta nel suo ultimo album “Cloud Nine”, un modo di dire americano che corrisponde al nostro “settimo cielo”.

È una canzone d’amore, che parla dell’incontro tra due persone: lo stesso Samuele Bersani e una misteriosa ragazza bionda che è diventata la sua compagna.

Un amore figlio di un colpo di fulmine avvenuto un pomeriggio proprio sotto la casa di Lucio Dalla, mentre nell’aria passavano le note della canzone “Cara”.

Un amore evidentemente benedetto dal mèntore dell’autore: è stato proprio Lucio Dalla a riconoscere per primo il talento di Samuele Bersani e a fargli aprire i suoi concerti.

Un cantautore complesso, Samuele Bersani che, per raccontare questa storia, ha scelto la parte più dolorosa, perché, per utilizzare le sue stesse parole

“questa canzone è tutto quello che spero: che due dubbi, insieme, facciano una forza. In un mondo che chiede di nascondere le paure, perché delle paure ci si vergogna, En e Xanax le mischiano: è un atto d’amore, una rivoluzione possibile”.

Ma chi sono En e Xanax?

Due psicofarmaci, entrambi ansiolitici della famiglia delle benzodiazepine, ma stando nella metafora meravigliosa che è questa canzone En e Xanax

“non si conoscevano prima di un comune attacco di panico e subito filarono all’unisono”.

Un attacco di panico, una situazione ansiogena, forte e sconvolgente, a simboleggiare il colpo di fulmine: due sguardi che si incontrano e che aprono un varco per l’incontro tra due mondi, due vite, che non sono sempre state facili

“lei la figlia di una americana trapiantata a Roma e lui un figlio di puttana, ormai disoccupata”.

Due vite unite, pur nelle differenze, da una stessa esperienza, un esperienza comune a tanti: aver sofferto d’ansia e utilizzato degli ansiolitici per affrontarla: lei En e lui Xanax.

Così  En e Xanax vengono personificati fino a diventare due innamorati che, come tutti gli innamorati, stanno insieme anche per lenire l’uno le ferite dell’altra:

“En e Xanax si tranquillizzavano con le loro lingue al gusto di medicina amara e chiodi di garofano. Lei per strada e lui rubava i libri della biblioteca e poi glieli leggeva seduto sopra un cofano”.

Due innamorati che provano a unire le loro debolezze per farne una forza

“se non ti spaventerai con le mie paure, un giorno che mi dirai le tue troveremo il modo di rimuoverle. In due si può lottare come dei giganti contro ogni dolore e su di me puoi contare per una rivoluzione. Tu hai l’anima che vorrei avere”.

Una forza che, a mio avviso, è data dall’incontro reale di due anime che si rispecchiano l’una nell’altra, un incontro vero perché non cerca di nascondere i fantasmi di ognuno, ma li accoglie, in una quasi totale assenza di  idealizzazione.

En e Xanax non sono certo una coppia da “Mulino Bianco”: si amano e si odiano, litigano e fanno pace, senza negare l’ambivalenza che è contenuta in tutti i legami

“En e Xanax quando litigavano avrebbero potuto fermare anche il traffico di New York, uccidersi al telefono. Lei si calmava, lui la ritrovava nuda sulla sedia e poi sovrapponevano il battito cardiaco”.

La bravura dell’autore è data anche dall’essere riuscito a costruire una metafora di una storia d’amore utilizzando qualcosa che si presta a letture molto complesse ed è capace di aprire discussioni tra professionisti e non: gli psicofarmaci.

Nella visione del cantautore non c’è l’intento di “santificare” qualcosa che, se non usato nel modo corretto e con una corretta supervisione medica, può essere molto pericoloso, ma semplicemente la capacità di saper trasformare in poesia aspetti di vita vissuta: una capacità degna del suo mèntore Lucio Dalla e che ha portato a paragonare En e Xanax a due moderni Anna e Marco.

Maria Grazia Rubanu