di Melania Cabras e Maria Grazia Rubanu

Famiglia e ambiente sociale

famiglia e ambiente socialeLa famiglia è un organismo vivente che “partecipa del sociale” (Ardone, 1990, p.139) e contribuisce alla sua trasformazione.
La famiglia deve essere considerata un fenomeno sociale in evoluzione, che costruisce significati rispetto a ciò che la circonda: istituzioni, fonti di informazione, teorie scientifiche. Per questo l’ottica psico-sociale che fa riferimento al paradigma delle rappresentazioni sociali può essere utile per cogliere questo “processo dialettico che caratterizza la famiglia in divenire” (ibidem).
Anche alla famiglia può essere attribuito il principio che il costruttivismo riconosce all’individuo, la capacità  di essere soggetto attivo che costruisce la realtà  sulla base delle domande che si pone.
Questo non è un compito facile e porta a domandarsi cosa si intenda comunemente quando si parla di famiglia, e se ci sia corrispondenza tra l’immagine che la famiglia dà  di se stessa e la descrizione che ne danno gli altri.
Queste domande fanno riflettere sul fatto che non si può dare per scontato qualcosa che si trasforma e cambia in continuazione.
Così per la famiglia vale ciò che vale per l’individuo.
L’evoluzione della persona è legata ai due processi di individuazione e di appartenenza, come anche l’evoluzione della famiglia. Essa in base all’individuazione costruisce e crea teorie e avvenimenti, trasforma il sociale, ma allo stesso tempo è dentro il sociale, fa parte del più ampio contesto in cui è inserita, ha una storia e delle relazioni (Ibidem)
Ogni famiglia è contemporaneamente “in rapporto con l’ambiente e parte dell’ambiente con cui intrattiene rapporti” (Fruggeri, 1997, p.92).
Se consideriamo la famiglia in rapporto all’ambiente analizziamo come il gruppo familiare elabora credenze, valori e rappresentazioni attraverso la comunicazione e la negoziazione interpersonale tra i membri. Questo sistema di premesse condivise è la base attraverso la quale la famiglia costruisce l’ambiente sociale con cui intrattiene rapporti. Da questo punto di vista l’ambiente sociale rappresenta l’esterno per la famiglia, che la sollecita ad una riorganizzazione e ridefinizione continua. L’ambiente è in questo caso considerato come l’insieme di situazioni rispetto alle quali la famiglia deve adattarsi, cioè “muta per rimanere se stessa”(Fruggeri, 1997, p.92).
Se consideriamo la famiglia come parte dell’ambiente, l’ambiente stesso deve essere considerato come l’insieme delle relazioni sociali e dei processi comunicativi e di influenzamento reciproco ai quali i componenti della famiglia partecipano, sia come singoli sia come appartenenti al gruppo.
L’ambiente è il contesto in cui si elaborano e trasformano stereotipi, credenze, rappresentazioni e valori condivisi sul piano sociale dalla famiglia come parte della comunità  allargata.
Il modo in cui le persone costituiscono una famiglia e si confrontano con l’ambiente circostante è legato ai processi di costruzione della realtà  e di azioni congiunte guidate anche dalle convinzioni che i membri della famiglia condividono perché appartengono ad una comunità  socioculturale più vasta (Fruggeri, 1997).
L’istituzione famiglia ha stretti legami con la struttura sociale; i cambiamenti sociali e culturali trovano in essa un indicatore privilegiato e sensibile (D’Alessio, Venini, 1988).
La famiglia è costituita da relazioni sociali che sono
–    sia  relazioni intersoggettive, di natura empatica  e comunicativa, che la costituiscono come gruppo di mondo vitale;
–    sia relazioni strutturali, vincoli generati dalle sub-culture e dalle aspettative del sistema sociale di appartenenza, che la costituiscono come istituzione sociale.
In entrambi i casi la relazione deve essere intesa
–    sia come riferimento di senso, simbolico e intenzionale (relazione come re-fero), elaborato sia nell’intersoggetività  privata sia in rapporto alla sub-cultura di appartenenza delle persone
–    sia come legame reciproco (relazione come re-ligo), che si forma sia nelle aspettative reciproche della comunicazione, sia nelle risposte alle aspettative degli altri sottosistemi sociali, e alle relative istituzioni (Donati, 1992).
Le forme familiari non sono inserite nel vuoto, ma vivono in sub-culture che contribuiscono a riprodurre e modificare; i vari sottosistemi culturali (quello politico, economico, amministrativo, scolastico, religioso, etc.) e, allo stesso tempo, le relative istituzioni osservano la famiglia, hanno delle aspettative nei suoi confronti e interagiscono con essa attraverso scambi continui di informazioni e comunicazioni.
La famiglia è in comunicazione con l’esterno e attraverso questo scambio continuo si modifica, interiorizzando, rielaborando, metabolizzando l’insieme delle relazioni che intrattiene.
La complessità  della società  può rendere più difficili le connessioni e modificare continuamente il senso, i simboli, i valori e le norme della vita familiare, forse per questo la famiglia passa continuamente attraverso crisi e riorganizzazioni, ma non si riduce mai ad una struttura puramente intima, esterna alla società  (Donati, 1992).
Si parla spesso di uno spostamento di confini della famiglia, del modificarsi della valutazione, nelle rappresentazioni collettive prevalenti, di ciò che era ritenuto appartenente ad una sfera di relazione privata piuttosto che pubblica. Certi valori e comportamenti ritenuti a rilevanza pubblica possono diventare a rilevanza privata e viceversa.
Da un lato si assiste ad una pubblicizzazione della famiglia, grazie agli interventi dello stato sociale, dall’altro c’è una privatizzazione dei comportamenti familiari, in termini di azioni, aspettative, apparentemente soggettivi, apparentemente slegati da vicoli sociali e morali di una cultura comune.
Le rappresentazioni della famiglia come sfera del privato non sono veritiere, perché la famiglia è, ed è sempre stata, fatto pubblico e privato contemporaneamente.
Gli spostamenti di confine non seguono una logica lineare, di contrapposizione di pubblico e privato, ma circolare. Si tratta di un processo di continua ridefinizione circolare, relazionale di ciò che nella famiglia è pubblico e privato. La famiglia è un sistema sociale a confini variabili perché in essa le relazioni non sono mai delimitabili (Donati, 1992).
Il rapporto famiglia-società  è complesso e articolato, dipendente da fattori economici, politici, culturali, in cui ogni volta devono essere evidenziati gli elementi importanti per le trasformazioni della famiglia (D’Alessio, Venini, 1988).
I modi di vivere la famiglia e le sue relazioni, sono legati a fattori strutturali, all’evoluzione dei costumi, della mentalità , dei valori, dei bisogni, all’evoluzione della tecnologia, alle trasformazioni socio-culturali.
Moscovici (1986) sostiene che si possa parlare, allo stesso tempo, sia del versante sociale del pensiero individuale, sia delle valenze individuali del pensiero collettivo, c’è un rapporto di  interazione continua tra momento individuale e sociale.
Il comportamento umano non è funzione delle caratteristiche dell’ambiente, ma del modo in cui l’ambiente viene organizzato e ricostruito.
L’uomo è inserito in un contesto socio-culturale basato su valori condivisi, per questo le strutture sociali e le mentalità  contribuiscono a identificare e collocare l’individuo nel gruppo di appartenenza.
Le rappresentazioni elaborate dal gruppo influenzano in maniera diretta il comportamento e l’organizzazione del gruppo e i processi di categorizzazione e classificazione che l’individuo usa per entrare in contatto con la realtà  (Jaspars, Frazer, 1984; Jodelet, 1984).
Anche riguardo alla famiglia l’attenzione va posta sui fattori relazionali e la loro relatività  temporale, alla ricerca dei percorsi utilizzati e organizzati, nell’articolazione tra rappresentazioni sociali, processi di attribuzione, relazioni inter e intra-gruppo (D’Alessio, Venini, 1988).
D’Alessio e Venini (1988) hanno analizzato in una ricerca le tipologie familiari presenti nelle rappresentazioni infantili, per vedere se ci sono differenze nelle rappresentazioni in bambini di provenienza socio-culturale diversa. È stato analizzato un campione di bambini siciliani e lombardi attraverso due prove di disegno.
La ricerca ha evidenziato che il modello di organizzazione della famiglia è correlato con l’ambiente sociale e culturale e con le sue trasformazioni interne. In particolare in Lombardia sembra esserci una famiglia  più estesa, caratterizzata da una figura materna emergente e una socializzazione meno differenziata tra i sessi. In Sicilia la famiglia sembra avere una struttura più nucleare, con ruolo paterno ancora saldamente insediato e ruoli sessuali differenziati.
Le autrici ipotizzano che in Lombardia la trasformazione dei valori e della mentalità  nel suo complesso sia stata omogeneizzata e assorbita dal tessuto sociale, mentre in Sicilia il cambiamento è più lento perché sono ancora molto ancorati i valori tradizionali.

Riferimenti bibliografici

Ardone, R., Rappresentazioni familiari, Borla, Roma, 1990.
D’Alessio, M.,Venini, L., “Modelli e tipologie familiari nelle rappresentazioni infantili. Considerazioni preliminari”, Psicologia e società , 3, 4, 1988.
Donati, P., La famiglia come relazione sociale, Franco Angeli, Milano, 1992.
Fruggeri, L., Famiglie, Carocci, Roma, 1997.
Jaspars, J., Fraser, c., “Atteggiamenti e rappresentazioni sociali”, in Farr R.M., Moscovici S., (a cura di), Rappresentazioni sociali, Il Mulino, Bologna, 1989, pp. 129- 152.
Jodelet, D., ( a cura di ), Le rappresentazioni sociali, Liguori Ed., Napoli, 1992.
Moscovici, S., “Editoriale”, Psicologia e società , 1, 1986, pp. 3-4.