di Melania Cabras e Maria Grazia Rubanu

Uno sculaccione non ha mai fatto male a nessuno… Spunti di riflessione sulle punizioni fisiche

 

Quante volte abbiamo sentito dire che uno sculaccione non ha mai fatto male a nessuno?

sarà vero?

Il tema delle punizioni fisiche si presta a visioni differenti e apre a discussioni capaci di scaldare gli animi.

Cominciamo con il definire la punizione fisica come un qualcosa che provoca dolore al fine di porre termine al comportamento ritenuto inadeguato.

Il Comitato ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza definisce “le punizioni corporali o fisiche come qualsiasi punizione per la quale viene utilizzata la forza fisica, allo scopo di infliggere un certo livello di dolore o di afflizione, non importa quanto lieve. Nella maggior parte dei casi consiste nel colpire (“picchiare”, “schiaffeggiare”, “sculacciare”) i bambini/e, utilizzando la mano o un oggetto – frusta, bastone, cintura, scarpa, cucchiaio di legno, ecc.

Può però anche consistere nel dare calci, scossoni, spintoni al bambino/a, oppure graffiarlo, pizzicarlo, morderlo, tirargli i capelli o le orecchie, obbligarlo a restare in posizioni scomode, provocargli bruciature, ustioni o costringerlo con la forza ad ingerire qualcosa (per esempio, sciacquargli la bocca con il sapone).

 Il Comitato ONU ritiene che la punizione corporale sia sempre degradante, e che  ci siano altre forme di punizioni non fisiche ugualmente crudeli e degradanti e pertanto incompatibili con le disposizioni della Convenzione. Tra queste figurano, per esempio, le punizioni che mirano a denigrare il bambino/a, umiliarlo, sminuirlo, disprezzarlo, farlo diventare un capro espiatorio, minacciarlo, spaventarlo o schernirlo.”

 

In molti genitori (di ogni parte del mondo) è diffusa l’idea che i bambini possano imparare qualcosa attraverso la punizione fisica: si tratta di una convinzione falsa che, col tempo, va modificandosi sempre più.

Le punizioni fisiche non sono mai davvero necessarie, anche se è opportuno precisare che ci sono delle differenze tra uno sculaccione occasionale e modalità più forti. Se è vero che uno sculaccione occasionale può non causare danni a lungo termine, bisogna tenere sotto controllo il pericolo dato dalla possibilità di una lesione non voluta ed è comunque un indice della perdita di controllo da parte del genitore.

Una punizione fisica è sempre inefficace dal punto di vista educativo: interrompe immediatamente il comportamento negativo, ma non insegna al bambino a comportarsi in modo adeguato.

Le punizioni fisiche e le altre punizioni degradanti hanno diversi effetti negativi, ormai riconosciuti:

§  indeboliscono il legame tra genitori e figli: compito dei genitori è quello di proteggere i figli dalle situazioni di pericolo, ma quando un bambino  subisce una punizione di questo tipo, comprende che un genitore non sempre è capace di proteggere e che può addirittura fare del male. Questo vissuto può arrivare a minare la fiducia che il bambino ripone nel genitore e favorire la comparsa di difficoltà emotive e comportamentali;

§  possono compromettere lo sviluppo emotivo del bambino: i bambini hanno bisogno di sentirsi apprezzati, le punizioni fisiche  favoriscono la comparsa di vissuti di rifiuto, proprio dalle persone di cui hanno più bisogno e che devono prendersi cura di loro. I bambini che subiscono punizioni fisiche hanno una maggiore probabilità di sviluppare stati d’ansia e depressione, dipendenza da sostanze e disturbi psichiatrici. I bambini che subiscono punizioni psicologiche hanno maggiore probabilità di avere bassa autostima e instabilità emotiva. Inoltre potrebbero avere maggiore difficoltà nello sviluppare una propria indipendenza;

§  possono generare sentimenti di rancore e ostilità nei confronti dei genitori: sentimenti c