di Melania Cabras e Maria Grazia Rubanu

Una regola per ogni età. Le regole fanno bene ai bambini? – TERZA PARTE

 

Nei post precedenti abbiamo sottolineato l’importanza di avere delle regole per i bambini: le regole rappresentano un confine e una linea da seguire e danno sicurezza, oltre che aiutare a costruire il senso di responsabilità dei nostri piccoli.

Ma esistono regole adatte ad età diverse? Ovviamente la risposta è si!

È inutile pensare di poter dare delle regole ai neonati e ai bambini fino ad un anno di età. I bambini così piccoli non sono in grado di pensare a cosa accadrà dopo, né di capire le motivazioni dei genitori. A questa età è fondamentale proteggere i bambini dai pericoli e utilizzando comportamenti di cura adeguati e attenti: le coccole sono altrettanto importanti delle cure fisiche di base (alimentazione e abbigliamento).

Con i bambini da 1 a 3 anni sono molto importanti la pazienza e l’utilizzo delle gratificazioni. I bambini iniziano a muoversi spinti dalla curiosità verso il mondo e questo spesso per gli adulti è sinonimo di “sporcarsi e creare caos in casa”. È anche l’età in cui i bambini imparano a dire di no e lo utilizzano con notevole frequenza! In questa fase è importante spiegare le nuove abilità con pazienza e metodo. I bambini ancora non riescono a rispondere alle conseguenze con la modifica del comportamento, quindi sta agli adulti supportarli in questo. Ad es. se rovesciano un bicchiere li si aiuta a pulire dicendo “e adesso cosa facciamo? Puliamo insieme il tavolo…”. Inoltre ancora non capiscono il senso di una punizione e possono avere una reazione di paura o di sfida, è opportuno fermare il bambino e parlargli con fermezza e dolcezza e poi proporgli un’attività differente. In alcune occasioni è necessario intervenire fisicamente per togliere il bambino da una situazione di pericolo per sé o per gli altri: basta prenderlo in braccio con fermezza, senza strattonarlo. La regola più importante è però quella di dare amore e gratificazione al bambino ogni qualvolta si comporta bene.

Con i bambini dai 3 ai 5 anni è importante far comprendere che non c’è motivo di fare scenate per ottenere ciò che si desidera e che questo non è un comportamento premiante. Per questo è fondamentale la coerenza: una volta che si è detto no, il no deve rimanere tale! Le conseguenze devono essere immediate ma non a lungo termine, ad es. “se lasci in giro le costruzioni non potrai usarle fino a dopo aver fatto merenda”. È opportuno fare al bambino richieste adatte alla sua età e presentarle in modo interessante in modo da motivarlo all’azione. Elogiare sempre le condotte positive, non dare mai per scontato che il bambino sia buono e ubbidiente.

Con i bambini dai 5 ai 12 anni la condotta inizia a cambiare perché compare la capacità di capire e accettare le conseguenze di un’azione. È utile coinvolgerli nella definizione delle regole e delle conseguenze legate al non rispetto delle stesse, in modo da iniziare a lavorare sull’autodisciplina.  La coerenza e la costanza nel far rispettar e le regole in questa fase diventano ancora più importanti: l’infrazione di una regola deve sempre essere seguita dalla conseguenza precedentemente stabilita. In quest’arco d’età può essere utile l’utilizzo della tecnica del Time out, l’allontanamento temporaneo che permette al bambino di pensare/riflettere sul proprio comportamento.

Maria Grazia Rubanu