di Melania Cabras e Maria Grazia Rubanu

Le reazioni dei figli alla separazione genitoriale

Oggi abbiamo il piacere di ospitare un interessante contributo della dott.ssa Giorgia Usai, psicologa e mediatrice familiare in formazione. La dott.ssa Usai collabora da due anni con l’Associazione Mamme e Papà  Separati della Sardegna e in questo contesto ha avuto modo di confrontarsi con le storie, i dubbi e le domande di tanti genitori che affrontano il delicato momento della separazione. Il suo articolo offre un contributo per comprendere cosa può accadere nelle famiglie quando i genitori si separano e cosa è possibile fare per rispondere nel modo migliore possibile alle esigenze dei figli. Condividiamo questo contributo perchè va oltre la stigmatizzazione di determinati comportamenti e mette in luce l’importanza del dialogo e dell’ascolto dei figli come fattori protettivi rispetto a possibili problematiche.

separazione e figli“E’ più deleterio per la salute psichica del minore vivere in una famiglia legalmente intatta, ma conflittuale, rispetto ad una famiglia separata ma sufficientemente stabile e serena. Inoltre, risulta importantissimo per il minore, il tipo e la qualità  delle interazioni che si vanno strutturando tra i vari membri della famiglia, a separazione avvenuta, che non la separazione in s铝 (Cigoli, 1997).

Da circa due anni collaboro come psicologa con l’ AMPS e ho notato un numero sempre crescente di associati e dunque di separazioni, nonchè richieste di aiuto per gestire gli effetti sui loro figli.

Ciò ha richiesto a noi psicologi una costante attenzione delle reazioni dei figli alla separazione dei loro genitori.

La separazione è una fase molto delicata nel ciclo della famiglia, ma non si può considerare come un processo di automatismo il considerare i figli delle coppie separate necessariamente dei potenziali soggetti a rischio. Le eventuali difficoltà  riscontrate dai soggetti emergono, piuttosto, dalla modalità  con cui essa viene affrontata.

E’ più deleterio per la salute psichica del minore vivere in una famiglia legalmente intatta, ma conflittuale, rispetto ad una famiglia separata ma sufficientemente stabile e serena. Inoltre, risulta importantissimo per il minore, il tipo e la qualità  delle interazioni che si vanno strutturando tra i vari membri della famiglia, a separazione avvenuta, che non la separazione in s铝 (Cigoli, 1997).

Il fatto che in casa ci sia un solo genitore, non rappresenta un problema per i bambini, né un fattore di rischio, ma è importante che questa figura genitoriale sia stabile ed affidabile. Il rischio si presenta quando i genitori hanno atteggiamenti conflittuali davanti ai figli, generando in questi disturbi depressivi o ansiosi.

REAZIONI DEI FIGLI

I figli reagiscono in modi diversi alla separazione dei genitori, alcuni fin dall’inizio sono capaci di affrontare la situazione e di trovare un buon equilibrio psicologico, altri manifestano un periodo iniziale di difficoltà  che può durare anche 2-3 anni, ma poi gradualmente riacquistano il loro equilibrio, altri ancora nonostante siano passati tanti anni non accettano la nuova situazione.

I fattori che possono influire sulle reazioni dei figli alla separazione sono:

  • l’età ;
  • il temperamento;
  • la qualità  del rapporto che ciascun genitore instaura col figlio e l’altro genitore;
  • il sostegno degli altri membri della famiglia, della scuola e dell’altro genitore;
  • la capacità  di recuperare proprio equilibrio psicologico (chiamata “resilienza“).

Sicuramente l’età  gioca un ruolo fondamentale nell’affrontare l’evento della separazione, poiché in ogni fase dello sviluppo i problemi vengono vissuti ed elaborati in modo diverso.

I neonati da un certo punto di vista sono i più protetti dalle conseguenze della separazione, in quanto non hanno ancora sviluppato strumenti cognitivi per comprendere ciò che accade intorno a loro, sempre che venga garantito loro un legame di attaccamento con una figura genitoriale stabile e sicura.

Nei bambini molto piccoli (2-3 anni) si verificano spesso delle regressioni comportamentali, ad esempio succhiarsi il pollice, continua richiesta d’affetto e protezione, toccarsi i capelli, disturbi del sonno, disturbi del comportamento alimentare e nello svolgimento di elementari mansioni igieniche. Questi comportamenti dopo circa un anno dalla loro insorgenza tendono a scomparire.

Nei bambini di età  compresa tra i 3-6 anni le reazioni assumono caratteristiche più nevrotiche, i bambini si mostrano più aggressivi. Affrontano la separazione con rabbia, manifestandola in modo generalizzato, ad esempio mordendo i compagni di gioco, distruggendo oggetti. Si creano un immagine negativa di sé, attribuendosi le responsabilità  della separazione dei genitori, inoltre tendono ad attaccarsi al genitore più debole.

I bambini di età  compresa tra i 7-10 anni, hanno una maggiore consapevolezza della separazione dei genitori, esprimono apertamente sentimenti di tristezza allo stesso tempo rancore. La rabbia è diversa da quella dei bambini più piccoli, proprio perché più consapevole, ben organizzata e diretta verso uno dei genitori. Alcuni bambini presentano anche disturbi psicosomatici (mal di testa, mal di stomaco).

Gli adolescenti vivono la separazione come un evento che in alcuni casi aumenta il loro senso di responsabilità , favorendo la loro maturazione psicologica ed emotiva, in altri casi vivono la separazione con un senso di abbandono da parte del genitore non affidatario, creando un blocco dell’autostima. Poiché gli adolescenti hanno una piena consapevolezza della separazione e anche interessi al di fuori della famiglia, alcuni riescono ad avere una maggiore distanza psicologica tra loro e i genitori. Coloro che sono troppo legati emotivamente ai genitori e con poche amicizie manifestano disturbi di vario tipo, dai sintomi ipocondriaci ai comportamenti antisociali, aggressività , fughe da casa, con l’obbiettivo di attirare l’attenzione dei genitori su se stessi.

Qual è il modo migliore per ridurre al minimo gli effetti negativi della separazione sui figli?

Sicuramente i genitori separati svolgono un ruolo fondamentale nell’aiutare i figli ad accettare e adattarsi alla nuova situazione. Intanto è fondamentale che entrambi i genitori garantiscano anche dopo la separazione una relazione stretta e sicura.

Comunicare ai figli esattamente ciò che sta accadendo intorno a loro e il perché, in modo adeguato rispetto alla loro età ; poiché i figli abbiano una giusta comprensione degli eventi.

I genitori devono sempre rispondere alle domande dei figli, senza falsità , evitando d’inviare messaggi ambivalenti, senza denigrare o accusare apertamente l’altro coniuge come causa della separazione, anche se da parte sua vi possono essere delle responsabilità .

Informare i figli di tutti i dettagli relativi alle decisioni prese sulla nuova organizzazione familiare, ovvero con chi andranno a vivere, i giorni di visita dell’altro genitore, come poter contattare l’altro genitore etc”¦

Ascoltare i figli, incoraggiarli ad esprimere i propri sentimenti, per capire come stanno vivendo la separazione, quali sono i loro pensieri, in quanto a seconda dell’età  possano farsi idee sbagliate su ciò che sta accadendo.

Giorgia Usai