di Melania Cabras e Maria Grazia Rubanu

PsyBlog. La sostenibile leggerezza dell’essere

 

PsyBlog nasce come luogo d’incontro virtuale, ma non per questo meno reale di tanti luoghi che frequentiamo ogni giorno fisicamente.

Non è solo un blog di psicologia e non si propone di dare consigli.

Noi possiamo prenderci solo la responsabilità di essere noi stesse. Ed è la stessa cosa che vorremmo per tutti coloro che si incuriosiranno a leggerci.

Il sottotitolo è una citazione del libro di Milan Kundera L’insostenibile leggerezza dell’essere, ma la sua leggerezza è insostenibile, ben esplicitata dalla domanda che si pone

“Ma davvero la pesantezza è terribile e la leggerezza meravigliosa?”

 e ancora

“Quanto più il fardello è pesante, tanto più la nostra vita è vicina alla terra, tanto più è reale e autentica. Al contrario, l’assenza assoluta di un fardello fa sì che l’uomo diventi più leggero dell’aria, prenda il volo verso l’alto, si allontani dalla terra, dall’essere terreno, diventi solo a metà reale e i suoi movimenti siano tanto liberi quanto privi di significato”[1].

Nel libro si parte infatti dalla visione del filosofo greco Parmenide che considerava  l’universo diviso in coppie di opposizioni delle quali l’una rappresentava il positivo e l’altra il negativo: il leggero è positivo e il pesante è negativo, per arrivare a dire, attraverso le storie dei protagonisti, che la leggerezza dell’essere è un’utopia, qualcosa a cui l’uomo tende, ma che è impossibile da raggiungere, ancorati come siamo alle difficoltà che la vita ci fa incontrare.

Nel nostro piccolo, in accordo con l’affermazione di Kundera

“l’opposizione pesante-leggero è la più misteriosa e la più ambigua tra tutte le opposizioni”[2]

 ci poniamo nel mezzo dei due opposti filosofici: leggerezza e pesantezza, alla ricerca di una leggerezza possibile, per quanto sostenibile da ognuno.

Non dunque una meta illusoria, ma qualcosa che può rendere più leggero il nostro vivere quotidiano, senza pretendere di annullare le difficoltà, la pesantezza che ogni tanto ci butta giù, ma che in qualche modo ci fa sempre ritrovare la strada di casa.

La sostenibile leggerezza dell’essere è per noi quella dell’albero che offre al cielo i suoi rami e le sue fronde, che si colora di fiori e di frutti, ma che non può prescindere dalle sue radici.

Ci sono tanti tipi di alberi e, anche tra quelli della stessa specie, non ce ne sono due uguali, così le persone.

Uniche, irripetibili, pesanti e leggere per quanto possono sostenere!

Maria Grazia e Melania


[1] Op. cit. pag.13

[2] Op. cit. pag.14